Arrivano le regole tecniche per la fatturazione elettronica europea

Arrivano le regole tecniche per la fatturazione elettronica europea

di Luigi Foglia e Mario Montano, avvocati – consulenti Studio Legale Lisi.
Articolo edito da Key4Biz


Con il D.Lgs. 148/2018 è stata recepita in Italia la direttiva UE 2014/55, con la quale è stato introdotto in UE uno standard comune di fatturazione elettronica. L’intervento del legislatore europeo si è reso necessario al fine di ridurre la complessità e l’incertezza legale relativa all’interpretazione del contenuto della fattura, favorendo l’interoperabilità transfrontaliera.

Le PPAA, nell’ambito dell’esecuzione di contratti pubblici di appalto, sono obbligate a ricevere fatture con lo standard EN16931-1:2017[1], che prevede un modello semantico comune – con delle specifiche proprie per ogni stato contenute nel “Core Invoice Usage Standard” (CIUS) – rappresentato mediante due sintassi alternative, la “Cross industry invoice” Xml dell’Unicefact (Cii) e la “Universal business language” – Ubl.

L’obbligo di ricezione ed elaborazione delle fatture elettroniche si applica a tutte le amministrazioni aggiudicatrici di cui al d.lgs 50/2016 e alle amministrazioni di cui art. 1, c. 2, L. 196/2009. L’obbligo decorre da ieri, 18 aprile 2019 per le sole autorità governative centrali[2] mentre per le cc.dd. amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali[3] il suddetto obbligo decorrerà dal 18/04/2020.

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[1]   Decisione di esecuzione (UE) 2017/1870 della Commissione, del 16 ottobre 2017, relativa alla pubblicazione dei riferimenti della norma europea sulla fatturazione elettronica e dell'elenco delle sintassi a norma della direttiva 2014/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio.

[2]     Tutte quelle di cui all’all. III, d.lgs. 50/2016 ed in particolare: Presidenza del Consiglio dei Ministri;Ministero degli Affari Esteri; Ministero dell'Interno (incluse le Prefetture-Uffici Territoriali del Governo e le Direzioni regionali e interregionali dei Vigili del Fuoco); Ministero della Giustizia e Uffici giudiziari (esclusi i giudici di pace); Ministero della Difesa Ministero dell'Economia e delle Finanze;        Ministero dello Sviluppo Economico; Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;   Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (incluse le sue articolazioni periferiche); Ministero della Salute Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (comprensivo delle sue articolazioni periferiche).
Altri enti pubblici nazionali: CONSIP S.p.A. (solo quando agisce come centrale di committenza per le amministrazioni centrali); Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

[3]   Tutte le amministrazioni aggiudicatrici che non sono autorità governative centrali (art. 3, c.1, lett. c, d.lgs. 50/2016).