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“How to Dismantle a Digital Bomb”: i nuovi risvolti della strategia di difesa USA nell’era di Trump

  • Lunedì, 22 Gennaio 2018
“How to Dismantle a Digital Bomb”: i nuovi risvolti della strategia di difesa USA nell’era di Trump

di Paolo Spagna, avvocato - contributor D&L Department e Francesca Cafiero, archivista - D&L Department

 

 


Il livello di progresso tecnologico è uno degli indicatori maggiormente rappresentativi del grado di evoluzione di una nazione, nonostante spesso comporti risvolti per nulla tranquillizzanti: attacchi cibernetici, spionaggio digitale, sabotaggi.

Il “lato oscuro” del digitale (cit. Darth Vader) richiede adeguamenti legislativi continui e continuativi, strategie di sicurezza pervasive e nel variopinto panorama della politica internazionale la tendenza sembra oramai quella di “mostrare i muscoli” per non apparire intimoriti: Russia e Cina hanno già provveduto ad adeguare le loro strategie di difesa all’era digitale, impossibile quindi non aspettarsi una replica, seppur implicita da parte degli USA dove, a quanto pare, tra attacco cibernetico e lancio di una boma nucleare il passo è particolarmente breve.

Le dichiarazioni espresse al riguardo dal Pentagono, risultano in linea con la condotta aggressiva dell’attuale Presidenza: “Dobbiamo guardare in faccia la realtà e vedere il mondo come è, non come vorremmo che fosse” partendo da tale premessa si renderebbe necessario l’ adattamento della politica sugli armamenti “a una valutazione realistica delle minacce attuali e alle incertezze sulle condizioni future per la sicurezza”, individuando non a caso in Russia, Cina, Nord Corea e Iran i principali antagonisti (non solo sul piano della sfida nucleare).  

In questi giorni il Pentagono ha perciò presentato al Presidente Americano la bozza del Nuclear Posture Review, che estenderebbe le possibilità di utilizzo della Bomba Atomica ad un ventaglio di casi, ampliato ad hoc alla luce dell’aumento del livello di rischiosità del cyberspazio.

Il Pentagono definisce come “particolarmente preoccupanti le crescenti minacce dello spazio e nel cyberspazio” (la citazione di Star Wars, forse, non era poi così fuori luogo), andando a modificare direttamente le così dette “circostanze che includono massicci attacchi strategici non-nucleari”.

La bozza non prevederebbe esplicitamente l’utilizzo dell’arsenale atomico in risposta ad un attacco cibernetico, ma a parere dei media americani, l’accenno all’utilizzo di “armi nucleari in risposta ad attacchi devastanti non nucleari diretti ad infrastrutture critiche”, potrebbe di fatto far ricomprendere i cyber attacchi, nel novero delle minacce in grado di mettere in stallo il Paese, in grado persino di causare vittime tra i civili.

Se quest’ipotesi venisse suffragata, il “first use” dell’arsenale atomico vedrebbe definitivamente ampliato il suo ambito applicativo, abbandonando il suo utilizzo a casi “ristretti e limitati”.

Il documento, ancora in fase di sviluppo sarà presentato nella sua forma definitiva al vaglio della Casa Bianca nelle prossime settimane. Al momento tuttavia, quanto ci viene riportato dal New York Times, non è stato oggetto di dichiarazioni da parte del Pentagono né della Casa Bianca.

Si sono espressi invece degli ex alti funzionari della cybersicurezza, chiarendo che, in caso di attacco informatico, “potrebbero anche essere valutate strategie differenti dal lancio di ordigni atomici” - magra consolazione per tutti i fautori della proporzionalità della pena.

Dunque, in base ad una semplice associazione - ovvia a questo punto- in caso di attacco informatico paralizzante, i media americani prevedono che il bottone rosso possa essere premuto.  Alla luce delle novità prospettate, parafrasando il titolo di un album di una celebre band irlandese, temiamo che la pianificazione delle strategie di sicurezza intenazionale in tema di cyber attacchi, potrebbe verosimilmente svilupparsi a partire, da un quesito fondamentale: How to Dismantle a "Digital" Bomb?[1]

 


[1] Da “How to Dismantle an Atomic Bomb”, unidicesimo album in studio del gruppo musicale irlandese U2.


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