• Home
  • News
  • ICT Law
  • I robot riconosciuti come persone elettroniche: una delle proposte del gdl europeo

I robot riconosciuti come persone elettroniche: una delle proposte del gdl europeo

  • Mercoledì, 31 Agosto 2016
I robot riconosciuti come persone elettroniche: una delle proposte del gdl europeo

di Enrica Maio - Contributor Digital & Law Department


di Enrica Maio - Contributor Digital & Law Department

Il Codice Civile non disciplinerà più solo persone fisiche e persone giuridiche. Tra qualche anno anche ai robot potrebbe essere riconosciuta una forma di identità giuridica dai vari ordinamenti nazionali. Questa è una delle proposte di un Gruppo di Lavoro (GdL) della Commissione Europea che sta lavorando a un progetto sulle norme di diritto civile della robotica.

La proposta tiene conto della realtà che ci circonda in cui robot, androidi e sistemi di intelligenza artificiale in genere sembrano sul punto di lanciare una nuova rivoluzione industriale, in tutti gli strati sociali, rendendo imprescindibile una grande attenzione delle legislazioni nazionali nei riguardi delle varie implicazioni sociali, giuridiche ed economiche di tali novità. Infatti, come si legge nel documento, molto presto la robotica e l’intelligenza artificiale saranno in grado di portare benefici in termini di efficienza e di risparmio economico, non solo in ambito manifatturiero e commerciale, ma anche in settori quali i trasporti, l’assistenza medica, l’educazione e l’agricoltura, consentendo di evitare di esporre esseri umani a condizioni pericolose, come nel caso della pulizia di siti contaminati da sostanze tossiche.

Certamente, questo nuovo scenario comporta delle riflessioni anche e soprattutto sui profili giuridici. È indubbio che la presenza di robot o di altre manifestazioni di intelligenza artificiale può portare molti vantaggi, non solo per le singole aziende che vorranno avvalersi di tali tecnologie, ma anche per l’economia globale che potrebbe crescere esponenzialmente, dal momento che le diverse forme di automazione consentirebbero sicuramente una maggiore efficienza in molti campi. Tuttavia, non bisogna sottovalutare i potenziali rischi.

Oggi i robot sono grado di svolgere attività tipicamente umane e, in più, sono caratterizzati sempre più dallo sviluppo di caratteristiche cognitive, come la capacità di apprendere dall’esperienza e di prendere decisioni indipendenti: ciò li ha resi sempre più simili all’uomo nell’interazione con l’ambiente circostante, dando loro la capacità anche di alterarlo in modo significativo.

In tale contesto, come si legge anche nel progetto, la questione della responsabilità giuridica derivante dall’azione nociva di un robot diventa essenziale. L’autonomia dei robot, secondo gli studiosi del Gruppo di Lavoro istituito dalla Commissione europea, solleva anche la questione della loro natura alla luce degli istituti giuridici esistenti. Ossia, ci si chiede se la relativa responsabilità deve essere assimilata a quella di persone fisiche, persone giuridiche, animali o oggetti o se invece deve essere creata una nuova categoria di imputazione giuridica con caratteristiche specifiche proprie e implicazioni peculiari per quanto riguarda l’attribuzione di diritti e doveri, compresa la responsabilità per i danni causati. L’istituzione di uno status giuridico specifico per i robot appare necessaria. Secondo alcuni studiosi, almeno i robot autonomi più sofisticati devono essere considerati come persone elettroniche con diritti e obblighi specifici, compreso quello di risarcire qualsiasi danno cagionato, riconoscendo anche una personalità elettronica ai robot che prendono decisioni autonome in modo intelligente o che interagiscono in modo indipendente con terzi.

Tuttavia, ovviamente, nell’attuale quadro giuridico, i robot non possono rispondere a nessun titolo né essere considerati responsabili per atti o omissioni che causano danni a terzi: le norme esistenti in materia di responsabilità, infatti, coprono i casi in cui la causa di un’azione o di un’omissione del robot possa essere fatta risalire a uno specifico agente umano (il produttore, il proprietario o l’utilizzatore) che avrebbe potuto prevedere ed evitare il comportamento del robot.

Palesi, quindi, sono le carenze normative in questo nuovo scenario. Il Gruppo di Lavoro ha proposto al Parlamento Europeo l’adozione di una serie di misure volte a creare un quadro - non solo normativo - nuovo e idoneo ai recenti sviluppi tecnologici. Ciò che viene proposto può essere riassunto come segue:

  • definizione europea comune di robot autonomi intelligenti e delle loro subcategorie tenendo conto del loro grado di autonomia, capacità di autoapprendimento, presenza di supporto fisico e adeguamento del comportamento e delle azioni all’ambiente;
  • quadro etico di orientamento per la progettazione, la produzione e l’uso di robot, a integrazione dell’acquis nazionale e dell’UE;
  • creazione di un’agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale al fine di fornire le competenze tecniche, etiche e normative necessarie per sostenere gli attori pubblici pertinenti, a livello sia di UE che di Stati membri;
  • approccio equilibrato in materia di diritti di proprietà intellettuale applicati a standard di hardware e software, e codici che proteggano l’innovazione e nel contempo la promuovano, elaborando anche dei criteri per una “creazione intellettuale propria” per le opere prodotte da computer o robot che possono essere tutelate da diritti d’autore;
  • sviluppo di standard per i concetti di tutela della vita privata fin dalla progettazione (privacy by design) e per impostazione predefinita (privacy by default), di consenso informato e di crittografia;
  • armonizzazione internazionale delle norme tecniche per evitare la frammentazione del mercato interno e per rispondere alle preoccupazioni dei consumatori.

Il progetto dà grande rilievo anche alla questione privacy. Infatti, il diritto alla privacy deve essere sempre rispettato: quando viene progettata un’intelligenza artificiale occorre garantire che le informazioni private siano conservate in maniera sicura e utilizzate soltanto in modo appropriato, che gli individui a cui i dati si riferiscono non siano identificabili personalmente, salvo in circostanze eccezionali e comunque soltanto con un chiaro e inequivocabile consenso informato. Il consenso informato della persona, come è specificato nel progetto, deve essere richiesto e ottenuto prima di qualsiasi interazione uomo-macchina. Di conseguenza, i produttori di robot sono chiamati a definire e applicare le procedure per garantire il consenso valido, la riservatezza, l’anonimato, il trattamento equo e il giusto processo.

In merito alle responsabilità dei robot, nelle ipotesi di comportamenti nocivi di questi ultimi, secondo il Gruppo di Lavoro il futuro strumento legislativo dovrebbe prevedere almeno l’applicazione, come regola, di un regime di responsabilità oggettiva, richiedendo una semplice prova del danno avvenuto e l’individuazione di un nesso di causalità tra il comportamento lesivo del robot e il danno subito dalla parte lesa. Nel progetto si legge, inoltre, che, in linea di principio, una volta individuati i soggetti responsabili in ultima istanza, la loro responsabilità dovrebbe essere proporzionale all’effettivo livello di istruzioni impartite al robot e di autonomia di quest’ultimo, in modo che quanto maggiore sia la capacità di apprendimento o di autonomia di un robot, tanto minore sia la responsabilità delle altre parti.

Partendo dalla certezza che le azioni di un robot possono avere implicazioni di diritto civile, sia in termini di responsabilità contrattuale che di responsabilità extracontrattuale, secondo il Gruppo di Lavoro è necessario chiarire la responsabilità delle azioni dei robot e, infine, la capacità giuridica e/o lo status giuridico dei robot e dell’intelligenza artificiale, al fine di garantire la trasparenza e la certezza del diritto per i produttori e i consumatori di tutta l’Unione europea.

Inoltre, considerando il crescente sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale worldwide, sarebbe necessario avviare iniziative volte a modificare gli attuali accordi internazionali e a elaborare nuovi strumenti con l’obiettivo di introdurre riferimenti specifici a queste nuove realtà tecnologiche.


D&L Communication è segreteria organizzativa delle Associazioni:

CONTATTI

D&L Department - Studio Legale Lisi
Via M. Stampacchia, 21 - 73100 LECCE - Tel e fax: +39.0832.25.60.65 

segreteria@studiolegalelisi.it 

Digital & Law Department S.r.l.
Via M. Stampacchia, 21 - 73100 LECCE - Tel e fax: +39.0832.25.60.65

P.IVA: 04372810756 - info@digitalaw.it - digitalaw@pec.it 

Studio Legale Lisi
Via V. M. Stampacchia, 21 - Piano Terra - 73100 Lecce - Tel /Fax: +39.0832.24.48.02 

info@studiolegalelisi.it 

Segreteria di Milano
Piazza IV Novembre, 4 - 20124 - Milano - Tel 02.671658188 Fax 02.67165266

Domicilio a Roma