La UE accusa Google e Android di posizione dominante

  • Venerdì, 17 Aprile 2015
La UE accusa Google e Android di posizione dominante
di Enrica Maio

di Enrica Maio

Tornano le cattive notizie per Google, il colosso americano del Web potrebbe essere costretto a pagare una multa di 6 miliardi di dollari per l'accusa di posizione dominante nel mercato della ricerca online mossa dalla Commissione Europea.  
L'azienda di Mountain View utilizzerebbe il proprio potere economico con la chiara intenzione di eliminare la concorrenza, ma non solo, è stata inoltre avviata un'indagine sulla possibile violazione delle regole antitrust UE da parte del sistema operativo di Google per smartphones, Android.

L'accusa contro Google
Il motore di ricerca americano, "favorirebbe sistematicamente il proprio prodotto per gli acquisti comparativi nelle sue pagine generali che mostrano i risultati delle ricerche, indipendentemente dal merito" come affermato dal Commissario Antitrust Margrethe Vestager. In poche parole, le ricerche di Google agevolano i suoi servizi e non garantiscono risultati neutri ed imparziali, ponendo in essere quella che viene definita "concorrenza sleale".
L'indagine su Google è stata limitata, per ora, al servizio "shopping", ma potrebbe allargarsi anche a "mappe, "hotel" e "voli". La Commissione, ha dichiarato, continuerà a monitorare la condotta dell'azienda.
Si tratta di uno scontro tra continenti: Europa contro USA. Il Commissario agli Affari Digitali della Commissione Europea, Gunther Oettinger, ha chiesto che venga creata una nuova regolamentazione delle piattaforme Internet che possa limitare il potere degli Stati Uniti.

Le indagini su Android
Anche Android è ora sotto indagine della sezione Antitrust europea. Si sospetta che il sistema operativo di cui Google è proprietario, tra i più diffusi al mondo tra smartphone e tablet, sia usato da Google stesso per ergersi come dominante anche nel campo dei servizi operativi, applicazioni e servizi per i dispositivi mobili, portando avanti accordi anti-concorrenziali.

La risposta di Google
Ci sono dieci settimane per rinviare l'accusa e non rischiare la sanzione.
L'azienda californiana ha dichiarato che i risultati del suo servizio "shopping" non hanno creato alcun danno alla concorrenza. In più, il vicepresidente di Google, Hiroshi Lockheimer ha dichiarato che "gli accordi con i partner di Android sono su base volontaria" e che "il sistema operativo può essere utilizzato senza Google".

Ad ogni modo, se l'inchiesta confermerà le ipotesi di reato succitate, Google dovrà affrontare le conseguenze legali e dovrà, soprattutto, modificare il modo in cui svolge la propria attività in Europa.


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