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MULTE NOTIFICATE VIA PEC: IL CARTACEO CEDE IL TESTIMONE AL DIGITALE

  • Giovedì, 18 Gennaio 2018
MULTE NOTIFICATE VIA PEC: IL CARTACEO CEDE IL TESTIMONE AL DIGITALE

di Paolo Spagna, avvocato  - contributor D&L Department


È stato pubblicato nella G.U. n. 12 del 16 gennaio, il decreto del Ministro dell'interno del 18 dicembre 2017 dedicato alla «Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata».

La norma dispone l’obbligo della notificazione a mezzo PEC dei verbali di contestazione a seguito delle violazioni del codice della strada, qualora il destinatario della sanzione possegga un domicilio digitale o ne abbia fornito uno alle forze dell’ordine, al momento dell’infrazione. L’attività di notifica deve essere adempiuta dagli Uffici o Comandi della polizia stradale cui appartengono gli agenti che hanno accertato l’infrazione.

Questi dunque i punti fondamentali da tenere a mente:

- l’ambito di applicazione del decreto investe il procedimento di notificazione dei verbali di contestazione, la cui redazione è avvenuta da parte della polizia stradale, a seguito di violazioni del codice della strada.

- la notifica a mezzo PEC sarà indirizzata al soggetto che ha commesso la violazione, purchè al momento dell’illecito venga “identificato al proprietario del veicolo, ovvero ad un altro soggetto che sia obbligato in solido con l’autore della violazione” - secondo le disposizioni dell’art.196 del codice della strada.

- è obbligatorio per l’ufficio da cui dipende l’organo accertatore o che abbia redatto il verbale di contestazione, di ricercare l’indirizzo PEC nei pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni elettroniche a sua disposizione, qualora non ne venga a conoscenza con gli ulteriori metodi previsti.

Il decreto mira inoltre a garantire l’uniformità degli atti, nel rispetto delle disposizioni di cui al dpr n.68 del 2005, proponendo un modello condiviso di messaggio, specificandone i criteri di redazionali:

- l’oggetto, conterrà la dicitura: “atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada”

- gli allegati, saranno: la relazione di notificazione[1], inserita in un documento informatico a parte, sottoscritto avvalendosi della firma digitale; una copia per immagine trasposta in digitale del verbale di contestazione[2], ovvero una copia o duplicato digitale del verbale di contestazione in forma informatica[3].

I criteri di scambio sono quelli tipici della posta elettronica certificata: la contestazione si considera spedita nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione e si considera notificata, solo una volta generata la ricevuta di avvenuta consegna.

L’impiego dei metodi tradizionali -cartacei- è tuttavia ancora contemplato, ma solo qualora la via telematica non sia percorribile, per impossibilità del destinatario, con conseguente addebito delle spese di spedizione. Il soggetto incaricato della notificazione dovrà in tal caso trasporre il contenuto della PEC su supporto analogico[4] .

Questo decreto propone finalmente un ribaltamento di prospettiva, allineandosi all’animus dell’evoluzione digitale e incoraggiando l’utilizzo di metodologie promosse ormai da più di venti anni nel nostro Paese: il cartaceo viene ora relegato al ruolo di metodo puramente residuale, da utilizzare quando non sia possibile fare altrimenti.


[1] La relazione di notificazione dovrà contenere: 1) la denominazione e l’indirizzo dell’amministrazione e della sede separata che ha spedito l’atto; 2) i riferimenti del responsabile del procedimento di notifica e della stesura dell’atto notificato, qualora dovessero essere diversi; 3) il recapito telefonico e l’indirizzo dell’ufficio presso cui sarà possibile esercitare il diritto d’accesso; 4) l’indirizzo pec a cui vengono notificati gli atti, la comunicazione dell’elenco da cui tale indirizzo è stato estrapolato, le modalità utilizzate dal destinatario per darne comunicazione.

[2] Questo elemento è necessario qualora l’originale sia redatto su supporto analogico, in tal caso andrà anche inserita una attestazione di conformità all’originale, secondo le disposizioni dell’art. 22 comma 2 del CAD, sottoscritta con firma digitale.

[3] Anche in questo caso, sarà necessaria una attestazione di conformità, questa volta ex art 23 CAD, da sottoscriversi con firma digitale.

[4] Nello specifico sarà estratta copia: 1) del messaggio a mezzo pec ; 2) dei suoi allegati; 3) della ricevuta di accettazione; 4) dell’avviso di mancata consegna; 5) di qualsiasi altra documentazione di avviso di mancata consegna.Il valore probatorio della documentazione è pari a quella digitale da cui la copia è tratta, purché la conformità all'originale, in tutte le sue componenti, sia attestata da un pubblico ufficiale autorizzato


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